Giovanni Vultaggio

Ricerca

Ricerche archeologiche sul campo, in corso e concluse, e oltre trent'anni di archeologia dell'architettura — tra le prime esperienze di questa disciplina condotte in Sicilia.

In corso

Ortofoto dell'area del probabile porto punico di Trapani

Progetto TPortusVetus

La ricerca mira alla verifica dell'ipotesi di interpretare i resti di strutture murarie sommerse che si rinvengono nello specchio d'acqua del canale tra l'isola della Colombaia e le isole del Lazzaretto e Villino Nasi come i resti del porto militare punico di Trapani, con alta probabilità reimpiegati in epoca successiva, come attesterebbe l'individuazione di tecniche murarie differenti. L'ipotesi, già formulata nel 2022, è stata approfondita sia attraverso sopralluoghi autorizzati nel dicembre 2024 sia attraverso studi e confronti. Sull'area è attiva una convenzione tra la Soprintendenza del mare, l'ente Futura e la Fondazione Nova Civitas.

Ortofoto della struttura muraria semisommersa alla foce del Verderame

I QTN

Ricerche sull'ipotesi di individuare, in Contrada Isolotto alla foce dell'odierno torrente Verderame nel territorio di Misiliscemi, il cosiddetto "Bagno 'fimmine" come un raro esempio di fortilizio costiero ellenistico (IV-III sec. a.C.). La struttura muraria semisommersa, realizzata in tecnica isodoma, con doppia cortina in calcarenite e malta idraulica, presenta una singolare testata semicircolare che lascerebbe pensare fosse stata munita di un'arma da lancio orientabile a lunga gittata, a controllo del cruciale tratto di mare tra Lilibeo e Drepano e dell'ampio e retrostante sistema lagunare oggi occupato da saline e coltivi.

Saggio SAS3, Monte S. Paolino, scavo dell'area medievale di Sutera

Area medievale di Sutera

Nel settembre 2026, grazie all'impegno del prof. Ferdinando Maurici e dell'amico Alberto Scuderi, è proseguita la campagna di scavo del terrazzamento all'interno della cinta medievale del centro sul Monte S. Paolino, avviata nel 2025.

Archeologia dell'architettura

Tra le prime ricerche di archeologia dell'architettura condotte in Sicilia.

Il Castello della Colombaia visto da ovest

Castello della Colombaia di Trapani — analisi stratigrafica

In occasione del restauro della torre ottagonale, l'arch. Filippo Terranova mi incaricò di condurre, per la prima volta in Sicilia, un'analisi stratigrafico-muraria del complesso secondo le tecniche dell'archeologia dell'architettura, allora metodo con pochi precedenti nelle aree toscane, liguri, bergamasche. I risultati furono già da allora straordinari: distinzione della cinta ellittica medievale dalla rifoderatura cinquecentesca sui fronti est-ovest-sud; individuazione e datazione del propugnacolo del De Vega (1550), corpo bastionato ottenuto sigillando e sopraelevando la parte più orientale della cinta; la rivelazione dell'esistenza e del ruolo della torre angolare orientale (poi compressa dentro il bastione seicentesco del Grunembergh); e infine l'assenza di elementi attribuibili alla Peliade punica citata da Diodoro Siculo, orientando piuttosto verso una fase medievale. L'analisi permise per la prima volta una cronologia del monumento meno ipotetica, poi confluita nella monografia del 2024 Il Castello della Colombaia di Trapani, presentata in un ciclo di conferenze pubbliche lo stesso anno.

La monografia in Pubblicazioni → · Le conferenze del 2024 →

Scheda tecnica muraria compilata da un gruppo di studenti, docenza di archeologia dell'architettura

Docenze presso le sedi universitarie di Palermo e Agrigento

Anni frenetici quelli intorno allo sviluppo della mia tesi di laurea, tra la Toscana e la Sicilia — Trapani, Agrigento, Palermo, Pescia e Pisa — tra lezioni di Archeologia dell'architettura, grazie all'arch. Filippo Terranova, presso le sedi universitarie di Palermo e Agrigento, alternando attività sul campo, sviluppi professionali e affettivi. In particolare il ricordo di un corso con una ricerca estensiva sui ponti siciliani — circa un centinaio quell'anno — con il supporto di due cari amici: Marco Piepoli per la statistica e Fabio Benivegna per gli aspetti geologici.

La Rocca di Campiglia Marittima, complesso fortificato medievale

La Rocca di Campiglia Marittima

Partecipazione, nell'estate del '94, alla missione di scavo dell'Università di Siena sulla Rocca di Campiglia Marittima (LI): un complesso fortificato sviluppatosi tra XI e XV secolo sul colle più alto del paese, voluto dai conti della Gherardesca, con un mastio (cassero/dongione), un'antica cisterna, mura merlate con bifore e bastioni. Occupata militarmente tra fine '200 e primi del '400, restaurata, dal 2008 ospita i musei archeologico e medievale del sito. Nell'occasione ebbi modo di sviluppare un'indagine di mensiocronologia dei lapicidi che consentì, pur nei blocchi calcarei sbozzati, l'individuazione del modulo costruttivo medievale.

Reperto scultoreo RP81, elemento decorativo con foglia di fico, Chiesa della Martorana

Chiesa della Martorana

Schedatura di decine di blocchi disarticolati pertinenti a un'iscrizione islamica riconducibile verisimilmente al nucleo normanno della Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, detta la Martorana, fondata nel 1143 da Giorgio d'Antiochia, ammiraglio siriaco di Ruggero II. Edificio bizantino-normanno a croce latina con torre campanaria, che conserva il più antico ciclo di mosaici bizantini di Sicilia — tra cui il Cristo Pantokrator e l'Incoronazione di Ruggero II — legato al monastero benedettino (da cui il nome) sorto nel 1194. Dal 2015 è patrimonio UNESCO nell'Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale.

Mulino Ettore e Infersa nella Riserva dello Stagnone di Marsala

Mulino Ettore e Infersa

Analisi stratigrafica del complesso del mulino, che sorge nelle omonime saline di Marsala, nella Riserva dello Stagnone. Restaurato, oggi è un museo del sale funzionante: nei mesi di raccolta (luglio-settembre) opera ancora per macinare il sale grezzo estratto dalle vasche, con visite guidate, esperienze come "salinaro per un giorno" e supporti multimediali per la visita. L'analisi, condotta prima dell'intervento di restauro, ne ha rivelato la storia a partire da una piccola gebbia — una cisterna per la raccolta dell'acqua dolce — e la successiva realizzazione di magazzini ventilati per l'essiccazione del sale.

Piante delle fasi costruttive della Torre delle Monache, Paceco

Torre delle Monache

Analisi stratigrafica del complesso turrito: una antica torre medievale, ampliata nel corso degli anni, con accanto una latomia esclusiva e suggestiva di Petra Tipa, condotta con un muratore talentuoso e dignitoso, con la scoperta persino di un passaggio segreto.

Rilievo stratigrafico del Palazzo Reale di Monreale

Palazzo Reale di Monreale

Studio stratigrafico del prospetto del Seminario Arcivescovile di Monreale, che occupa l'antico Palazzo Reale normanno di Guglielmo II, adiacente al Duomo, con l'individuazione degli interventi del cardinale Ludovico II de Torres, che lo ampliò e lo inaugurò il 1° agosto 1590 come seminario per la formazione del clero, secondo i dettami del Concilio di Trento. Nei secoli successivi subì restauri di cappella, facciata e scale, fino all'ultimo a cui presi parte per una settimana.

Tratto della cinta muraria superiore di Segesta, Monte Barbaro

Cinta muraria superiore di Segesta

Oggetto della mia tesi di laurea, questa cinta muraria ha costituito il più importante punto di riferimento metodologico della mia formazione in archeologia dell'architettura, poi applicata alla Colombaia. Oggi la cinta superiore di Monte Barbaro si data a una fase tarda, persino successiva alla fase ellenistico-romana rispetto alla cinta inferiore, alla base del monte, del V sec. a.C., con nove torri e due porte (Teatro e Bastione) — mentre personalmente sostengo, data l'evidenza, che si tratti di una cinta di impianto più antico, a cremagliera.

Scavi e formazione sul campo

Vista aerea dell'area di scavo di Vito Soldano, Canicattì

Vito Soldano

Rilievi dello scavo e dei reperti del grande sito archeologico alle porte di Canicattì. Un'area archeologica molto grande e lontana dal centro abitato, visto che l'area più antica e preziosa del sito archeologico vero e proprio è quella della collina limitrofa, non inserita all'interno dell'area archeologica, in parte interessata da edificazione residenziale.

Foto di gruppo dei partecipanti ai campi scuola archeologici di Pontito, anni '80

Campi scuola archeologici di Pontito

Tra le pochissime esperienze in Italia in cui, negli anni '80, fosse possibile partecipare a scavi archeologici senza essere uno studente universitario di archeologia. È stata l'esperienza che ha cambiato la mia vita: vi ho partecipato per tre edizioni estive e due invernali — la prima come volontario, poi come responsabile di settore, infine da staff, quale obiettore di coscienza del Museo che lo organizzava. Ne ho ricordi intensi, con attività sul campo negli scavi di Pian d'Ara, Fornace di Stiappa e nell'Orto Giuntini.

Pittura rupestre paleolitica raffigurante un elefante, Golfo di Cantabria

Missione archeologica dell'Università di Ferrara nel Golfo Cantabrico

Un viaggio di istruzione dell'Università di Ferrara nelle grotte preistoriche del Golfo di Cantabria (Spagna settentrionale), che conservano cicli di arte rupestre paleolitica tra 35.000 e 11.000 a.C., di scuola franco-cantabrica, con figure di grande realismo (bisonti, cavalli, cervi). La Grotta di Altamira, la più celebre, fu dichiarata Patrimonio UNESCO nel 1985; nel 2008 il sito fu esteso ad altre 17 grotte tra Cantabria, Asturie e Paesi Baschi, tra cui le grotte di El Castillo, del Tito Bustillo, del Pindal, Las Monedas e Las Chimeneas.

Scavo con stazione totale al Riparo Tagliente, Stallavena di Grezzana

Scavo archeologico del Riparo Tagliente

Partecipazione allo scavo di uno dei più importanti siti preistorici in Italia. Il Riparo Tagliente è un sito paleolitico a Stallavena di Grezzana (VR), scoperto nel 1958 e scavato dal 1962, oggi dall'Università di Ferrara. Due depositi: 60.000-30.000 anni fa (Neanderthal) e 17.000-11.500 anni fa (H. sapiens epigravettiano). Rinvenuti una sepoltura, una mandibola patologica e incisioni su pietra e osso (leone, stambecco) tra le più importanti del Paleolitico superiore italiano.

Sopralluogo sullo scavo lungo l'Eufrate, in Siria

Progetto Eufrate

Partecipazione alla missione archeologica dell'Università di Palermo a Tell Shiyukh Tahtani, nella valle dell'Eufrate in Siria, avviata nel 1993 sotto la direzione di Gioacchino Falsone, con attività di scavo di salvataggio per la costruzione della diga di Tishreen. Quasi tre mesi trascorsi in un mondo lontano dal nostro per lingua, colori, sapori, arte e società — un'esperienza di grande impatto, vissuta mentre il progetto Kalat, appena nato, avrebbe richiesto a sua volta attenzioni e cure.

Testa fittile di divinità barbata rinvenuta a Morgantina

Morgantina Survey

Partecipazione alla missione di ricerca dell'Università della Virginia. È qui che nacque l'idea del progetto Kalat, nel 1994, dall'idea di coniugare le trascorse esperienze dei campi scuola in Toscana con l'attività di mappatura e di ricerca di superficie che praticavo in quei giorni nel Comune di Aidone, col Morgantina Survey diretto da Malcolm Bell III (UVA), storico direttore degli scavi nella città ellenistico-romana di Morgantina (Aidone, En).