
Docenza nelle scuole secondarie di primo grado (2025-26)
E siamo all'oggi: l'insegnamento della Tecnologia nelle scuole secondarie di primo grado del Veneto — un'attività che alcuni miei colleghi hanno realizzato da giovani, subito dopo la laurea, e che io invece faccio da anziano. È la prima volta che uso questo termine, che in fondo mi imbarazza, ma nel mio rispetto per l'onestà intellettuale non posso non impiegarlo, specialmente su me stesso. Anche questo di oggi è comunque un mondo nuovo, che mi pone davanti nuove sfide, problemi e soluzioni: il rapporto con giovani, mai tanto giovani, con cui ho a che fare; l'impegno educativo che non ho mai disatteso, ma che prevede ora prassi istituzionalizzate; il rapporto con le famiglie, nel momento per loro complesso dell'adolescenza dei figli; il rapporto coi colleghi, che stento ancora a percepire, sentendomi ancora un appassionato volontario o un professionista slegato da vincoli e procedure; il mondo della scuola, con le sue liturgie, le sue procedure e tutti i suoi limiti prodotti da una legislazione ipertrofica e povera di risorse — e tutto questo in una realtà sociale totalmente diversa, se non opposta, a quella siciliana, che al contrario di Borsellino non sono mai riuscito ad amare, ma per cui ho sacrificato, e posso dirlo a fronte alta, troppo della mia esistenza.














